Ercole

Dati principali
| Sigla IAU | Her |
|---|---|
| Dimensioni | 5ª più grande delle 88 costellazioni |
| Stella più luminosa | Kornephoros (Beta Her), magnitudine circa 2,8, a circa 140–150 anni luce |
| Stagione serale migliore (circa 40° N) | Da fine primavera a inizio autunno, quasi allo zenit a luglio |
| Latitudini di visibilità | Tra circa +90° e −50° |
| Asterismo famoso | La Chiave di volta, un quadrato irregolare di quattro stelle |
| Oggetti del cielo profondo notevoli | Ammassi globulari M13 e M92 |
| Origine mitologica | L'«Inginocchiato» dei Greci; poi l'eroe Eracle, Ercole per i Romani |
| Attrezzatura necessaria | Binocolo per M13 e M92; un telescopio più grande per risolverne le stelle |
In breve
- Ercole è la quinta costellazione più grande, ma non ha stelle di prima magnitudine, quindi quasi tutti la trovano grazie alla Chiave di volta al suo centro.
- Si trova tra Vega e Arturo e passa quasi allo zenit nelle sere di luglio alle medie latitudini settentrionali.
- M13, a circa 22.000–25.000 anni luce, è il più bell'ammasso globulare del cielo boreale e un bersaglio facile con il binocolo.
- Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo inviò un breve messaggio in codice verso M13.
- Visto da nord, l'eroe appare a testa in giù; i più antichi elenchi di stelle greci lo chiamavano semplicemente l'Inginocchiato.
Una grande costellazione di stelle modeste
Ercole copre più cielo di tutte le altre costellazioni tranne quattro, ma nessuna delle sue stelle raggiunge la prima magnitudine. Da una città illuminata può essere difficile da vedere, e anche sotto un cielo buio sembra più una manciata di stelle medie che una figura appariscente.
Per questo si impara a riconoscere Ercole grazie a un piccolo disegno, la Chiave di volta, e ai due famosi ammassi stellari che le stanno accanto. Una volta capito dove guardare, diventa uno degli angoli più appaganti del cielo estivo.
Come trovarla
Nelle sere di luglio, alle medie latitudini settentrionali, guardate molto in alto tra due stelle luminose: Vega, bianco-azzurra, nella Lira a est, e Arturo, arancione, nel Boote a ovest. Ercole occupa buona parte dello spazio tra le due.
In quello spazio cercate la Chiave di volta, un quadrato un po' storto formato dalle stelle Pi, Eta, Zeta ed Epsilon Herculis. È il corpo dell'eroe. Dai suoi angoli partono file di stelle più deboli che formano braccia e gambe, così l'intera figura ricorda un po' una girandola.
Dall'emisfero australe, Ercole resta più basso nel cielo settentrionale e raggiunge la massima altezza verso luglio. Lì la figura appare dritta. Da Sydney, a circa 32° S, la sua stella più luminosa sale fino a circa 35 gradi sopra l'orizzonte nord.
Le stelle principali e i loro nomi
Kornephoros (Beta Herculis) è una gigante gialla di magnitudine circa 2,8, a circa 140–150 anni luce, ed è la stella più luminosa della costellazione. Zeta Herculis, a un angolo della Chiave di volta, è quasi altrettanto luminosa e molto più vicina, a circa 35 anni luce.
Rasalgethi (Alfa Herculis), a circa 360 anni luce, segna la testa dell'eroe. Il suo nome arabo significa «testa dell'Inginocchiato». È una stella variabile la cui luce sale e scende in modo irregolare, all'incirca tra le magnitudini 2,7 e 4, e fa parte di un sistema di tre stelle.
Rasalgethi si trova non lontano da Rasalhague, la stella più luminosa del vicino Ofiuco, il cui nome significa «testa di colui che regge il serpente». I principianti confondono spesso le due teste. Ercole indica anche, a grandi linee, la direzione del moto del Sole stesso: William Herschel scoprì che il Sistema solare si dirige verso un punto vicino alla stella Lambda Herculis.
M13 e M92: antiche sfere di stelle
Un ammasso globulare è una sfera compatta di centinaia di migliaia di stelle molto vecchie che orbita attorno al centro della nostra galassia. M13, il Grande Ammasso di Ercole, brilla a magnitudine circa 5,8. Si trova sul lato ovest della Chiave di volta, a circa due terzi del percorso da Zeta a Eta e a circa 2,5 gradi da Eta.
M13 dista circa 22.000–25.000 anni luce (le stime differiscono) e contiene circa 300.000 stelle in una sfera di circa 150 anni luce di diametro. Le sue stelle hanno circa 12–13 miliardi di anni. Edmond Halley lo trovò nel 1714 e Charles Messier lo inserì nel suo catalogo nel 1764.
M92 passa spesso inosservato solo perché M13 è così vicino. Forma un triangolo con le due stelle settentrionali della Chiave di volta, circa 6,5 gradi a nord di Pi Herculis. Con magnitudine circa 6,3 e a circa 26.000–27.000 anni luce, è uno degli ammassi stellari più antichi della Via Lattea. Johann Elert Bode lo scoprì nel 1777.
L'asse terrestre oscilla lentamente, un moto chiamato precessione, perciò la stella polare cambia nel corso dei millenni. Fra circa 14.000 anni M92 si troverà a meno di 1 grado dal polo nord celeste.
Un messaggio verso M13
Il 16 novembre 1974, durante una cerimonia all'Osservatorio di Arecibo, a Porto Rico, la grande parabola radio inviò un breve messaggio verso M13. Era lungo 1.679 bit e, disposto in 73 righe da 23 caratteri, formava un'immagine semplice. Lo progettò un gruppo guidato da Frank Drake, di cui faceva parte anche Carl Sagan.
Il segnale viaggia alla velocità della luce, quindi impiegherà circa 25.000 anni per raggiungere l'ammasso, e un'eventuale risposta impiegherebbe altrettanto per tornare.
Mitologia
I più antichi elenchi di stelle greci, a partire da quello del poeta Arato nel IV secolo a.C., descrivono una figura senza nome appoggiata su un ginocchio, chiamata Engonasin, «l'inginocchiato». Autori successivi la identificarono con Eracle, l'eroe che i Romani chiamavano Ercole, figlio di Zeus (Giove) e famoso per le sue dodici fatiche.
Secondo un'antica interpretazione riportata da Eratostene, Eracle sta sopra il drago che custodiva i pomi d'oro delle Esperidi. Sulle carte celesti il piede dell'eroe poggia vicino alla testa del Dragone, suo vicino nel cielo. Anche il granchio del Cancro, un'altra costellazione, compare nelle sue storie.
Consigli pratici di osservazione
Iniziate poco dopo il buio tra giugno e agosto, quando Ercole è alto e lontano dalla foschia dell'orizzonte. Lasciate ai vostri occhi una ventina di minuti per adattarsi, trovate prima Vega e Arturo e poi cercate la Chiave di volta tra le due.
Al binocolo M13 appare come una piccola sfera rotonda e sfocata, chiaramente diversa da una stella. Un piccolo telescopio mostra un bagliore più intenso dal bordo granuloso, ma per scomporlo in singole stelle servono un telescopio più grande e ingrandimenti maggiori. Guardate anche M92 nella stessa notte: confrontare i due ammassi uno dopo l'altro è il modo migliore per apprezzarli.