Betelgeuse

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Betelgeuse
Immagine: ESO/P. Kervella, CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Dati principali

CostellazioneOrione, il Cacciatore
Magnitudine apparenteVariabile, circa da 0,0 a 1,6
DistanzaCirca 500-700 anni luce; uno studio del 2020 indica circa 530
Tipo spettraleM1–M2 Ia–Iab, una supergigante rossa
MassaCirca 16-19 volte quella del Sole
RaggioCirca 750 volte quello del Sole (le stime variano)
Periodo serale migliore a 40° NDa dicembre a marzo, più alta a gennaio
Come trovarlaLa spalla in alto a sinistra di Orione, sopra la Cintura

In breve

  • Betelgeuse è una supergigante rossa così grande che, al posto del Sole, si estenderebbe ben oltre l'orbita di Marte.
  • La sua luminosità cambia lentamente nel corso di mesi e anni; all'inizio del 2020 si è indebolita molto più del solito, abbastanza da cambiare l'aspetto di Orione.
  • Quel Grande Oscuramento fu causato da una nube di polvere formatasi dopo che la stella aveva espulso un'enorme massa di gas.
  • Nel 2025 gli astronomi hanno annunciato la prima immagine di una piccola stella compagna, chiamata Siwarha.
  • Finirà come supernova, ma probabilmente non prima di circa 100.000 anni.

Come trovarla

In una sera d'inverno trovate Orione grazie alle tre stelle della Cintura. Sopra la Cintura ci sono due stelle delle spalle; vista dall'emisfero nord, quella di sinistra, di un netto rosso-arancione, è Betelgeuse. La bianco-azzurra Rigel si trova in diagonale, in basso a destra.

A 40° N, Betelgeuse sorge a est in prima serata a dicembre, è alta a sud a gennaio e tramonta a ovest nel crepuscolo primaverile. Con Sirio e Procione forma il Triangolo invernale, e una linea da Rigel attraverso Betelgeuse punta verso Castore e Polluce, nei Gemelli.

Che tipo di stella è

Betelgeuse è una supergigante rossa: una stella massiccia vicina alla fine della vita, che ha esaurito l'idrogeno nel nucleo e si è gonfiata enormemente. Uno studio del 2020 ne ha stimato la massa in circa 16-19 masse solari e il raggio in circa 750 volte quello del Sole. Se prendesse il posto del Sole, la sua superficie arriverebbe ben oltre l'orbita di Marte, quasi fino a Giove.

I suoi strati esterni sono freddi, intorno ai 3.300 °C, ed è per questo che appare rosso-arancione. Sono anche molto rarefatti e irrequieti. Enormi bolle di gas caldo salgono e scendono sulla superficie, e la stella pulsa con cicli di circa 185 giorni e di circa 400 giorni, quindi la sua luminosità non è mai del tutto costante.

La sua distanza è difficile da stabilire, perché la stella è grande, brillante e ha una superficie mutevole, che confonde le normali misure di parallasse. Le stime vanno da circa 500 a 700 anni luce.

Caratteristiche notevoli

Alla fine del 2019 Betelgeuse iniziò ad affievolirsi e a febbraio 2020 era scesa a circa magnitudine 1,6, così debole che la sagoma di Orione appariva diversa. Qualcuno si chiese se stesse per esplodere. Le immagini del Very Large Telescope dell'ESO mostrarono la parte meridionale della stella oscurata. Gli studi conclusero che la stella aveva espulso una grande bolla di gas che, raffreddandosi, si era trasformata in una nube di polvere, nascondendo alla nostra vista parte della stella. Ad aprile 2020 aveva recuperato la luminosità normale.

Da anni gli astronomi sospettavano che Betelgeuse avesse una piccola compagna, perché mostra un lungo ciclo di luminosità di quasi sei anni. A luglio 2025 un gruppo che usava il telescopio Gemini Nord, alle Hawaii, ha annunciato una debole compagna vicinissima al bordo della supergigante. È stata chiamata Siwarha, «il suo braccialetto». Sarà più facile studiarla di nuovo verso novembre 2027, quando raggiungerà la massima separazione.

Betelgeuse esploderà come supernova, ma secondo lo studio del 2020 si trova in una fase iniziale della combustione dell'elio, probabilmente a più di 100.000 anni da quella fine. Quando accadrà, sarà visibile anche di giorno, ma a quella distanza non rappresenta alcun pericolo per la Terra.

Nome e storia

Il nome viene di solito ricondotto all'arabo yad al-jawza, «la mano di al-Jawza», figura centrale dell'antica tradizione celeste araba. Un'errata lettura della scrittura araba nel latino medievale trasformò «yad» nel «Bet» giunto fino a oggi. Il nome della compagna, Siwarha, prosegue l'immagine di una mano con un braccialetto.

Benché sia spesso più brillante di Rigel, Betelgeuse porta la sigla Alfa Orionis. L'astronomo tedesco Johann Bayer assegnò queste lettere greche nel 1603 e non sempre seguì un ordine rigoroso di luminosità. L'astronomo John Herschel aveva già notato le sue lente variazioni di luce negli anni Trenta dell'Ottocento.

Consigli per l'osservazione

Betelgeuse è una vetrina dei colori stellari. Confrontate il suo caldo bagliore arancione con il freddo bianco-azzurro di Rigel, all'angolo opposto di Orione; il contrasto è chiaro anche da una città illuminata. Un binocolo leggermente sfocato rende i colori ancora più intensi.

Provate a seguirne voi stessi la luminosità. Confrontate Betelgeuse con stelle vicine di magnitudine nota, come Procione (circa 0,4), Aldebaran (circa 0,9) e Bellatrix (circa 1,6), e annotate a quale somiglia. Ripetete ogni una o due settimane durante l'inverno e vi unirete alla lunga tradizione degli osservatori dilettanti di stelle variabili.

Nessun telescopio la mostra se non come un punto luminoso; persino i più grandi strumenti hanno avuto bisogno di tecniche speciali per risolverne il disco e la compagna.

Fonti

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